Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Mi ricordo quando avevo il vento nelle scarpe,
e il mondo era una porta senza chiavi né sciarpe.
Correvo dietro a sogni grandi come il mare,
convinto che bastasse volerlo per volare.
Avevo fuoco negli occhi e fame di infinito,
ogni giorno era un inizio, mai un tempo finito.
Poi piano, senza fare rumore,
la vita ha messo polvere sopra il motore.
Un conto da pagare, una scelta sbagliata,
una paura tenuta stretta, mai raccontata.
E adesso mi guardo allo specchio distratto,
mi sembra un altro quell’uomo riflesso nel vetro opaco e contratto.
Dov’è finito quel matto che sfidava il destino?
Quello che cadeva cento volte e rideva del casino?
Mi sono fatto prudente, mi sono fatto normale,
ho messo in gabbia il sogno per sembrare leale.
Ho detto “domani”, ho detto “non ora”,
e intanto il coraggio bussava alla porta ancora.
Non mi riconosco, e questa è la verità:
non sono diventato peggio… ho perso intensità.
Mi sono seduto dove volevo scalare,
ho smesso di rischiare per non farmi male.
Ma sotto la cenere qualcosa respira,
una scintilla ostinata che ancora conspira.
Forse non tornerò quello di prima,
ma posso scegliere una nuova rima.
Perché non è tardi finché il cuore fa rumore,
finché brucia anche un filo di antico fervore.
Non mi riconosco, è vero, lo ammetto
ma forse è il momento di riscrivermi, da capo, di getto.
E se devo esprime un desiderio senza inganno
sicuro tornei al mio primo anno.